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E per continuare a parlare di acqua:
NEMMENO UNA GOCCIA
FIS con ALCOA Foundation e WOSM per l'ambiente
www.nemmenounagoccia.org
Nemmeno una gocciaALCOA Foundation, fondazione statunitense senza scopo di lucro dell'omonima multinazionale americana dell'alluminio con 5 sedi in Italia, ha deciso di finanziare un nuovo progetto per la promozione della sostenibilità ambientale, un progetto coordinato da WOSM e sviluppato in Italia, Ungheria, Inghilterra, Germania e Svizzera. Per l'Italia, la FIS ha accettato la sfida con il progetto Nemmeno Una Goccia: un progetto di educazione ambientale finalizzato a sensibilizzare e promuovere la partecipazione attiva in materia di conservazione delle risorse idriche.
Il progetto, che parte ora e si concluderà il 22 Marzo 2009 (giornata mondiale dell'acqua), propone la sostenibilità idrica a tre livelli:
1) A breve termine, i singoli sono chiamati a impegnarsi, attraverso una gara a premi all'ultima goccia d'acqua risparmiata, al rispetto di un decalogo di regole per la salvaguardia dell'acqua come bene comune.
2) A medio termine, i gruppi scout sono chiamati a partecipare al Thinking day 2008 sull'acqua promosso da WAGGGS e a La carovana dell'acqua, azione di mappatura, applicazione dei bottoni per la regolazione del getto d'acqua e adozione delle fontanelle a getto continuo in collaborazione con le amministrazioni locali. Due gruppi della FIS parteciperanno, inoltre, alla sperimentazione dell'Environmental Badge promosso da WOSM.
3) A lungo termine, AGESCI e CNGEI si impegnano ad aprire uno spazio di riflessione sulle tematiche ambientali tra gli educatori delle associazioni. I partecipanti al progetto saranno messi in rete a livello nazionale con la possibilità di partecipare alla piattaforma di organizzazioni che lavorano sulla sostenibilità idrica presenti all'Expo Internazionale 2008 sul tema dell'acqua.
Potete scaricare la scheda completa del progetto con la descrizione dettagliata delle attività.
Vi preghiamo di dare massima diffusione al materiale che riceverete e di farlo arrivare a tutti i capi e i gruppi di AGESCI e CNGEI: più saremo e più acqua risparmieremo!
Tutte le informazioni relative a Nemmeno Una Goccia saranno diffuse attraverso le riviste associative e i siti di AGESCI, CNGEI e FIS, oltre a quello del progetto, ma la vostra voce fondamentale per la loro diffusione!
Per informazioni: nemmenounagoccia@scouteguide.it o www.scouteguide.it
Filomena Grasso
Referente FIS per il progetto ALCOA Foundation
IMBROCCHIAMOLA
Campagna lanciata da Camilla Lattanzi, rimbalzata poi su KATERPILLAR e ALTRECONOMIA: www.imbrocchiamola.org
Noi italiani siamo i primi consumatori al mondo di acque minerali. Ogni anno ne beviamo quasi 190 litri a testa, in media. E fuori casa, nei locali pubblici, beviamo quasi esclusivamente acqua in bottiglia. Spesso sono gli stessi gestori che, quando chiediamo una brocca o un bicchiere di acqua di rubinetto, ci spiegano di non potercela servire, anche se nessuna legge lo vieta.
“Imbrocchiamola!” è l'invito a reagire, come consumatori critici, a chi sta tentando di obbligarci a bere sempre acqua in bottiglia, riportando invece sulle tavole le vecchie brocche riempite di acqua del rubinetto.
La campagna "Imbrocchiamola!" vi chiede di segnalare i ristoranti, i locali, le pasticcerie, i bar che servono l'acqua di rubinetto e di indicarci quelli che non lo fanno. Uno strumento per sensibilizzare all'uso dell'acqua di rubinetto che è buona, controllata, comoda (arriva in casa) e poco costosa. Se volete aderire, segnalare i locali o semplicemente saperne di più cliccate su www.imbrocchiamola.org oppure qui.

METTIAMOLA FUORI LEGGE...la pubblicità, non l'acqua in bottiglia!
EQUAZIONE con l'appello di ALTRECONOMIA: www.equazione.org
Oggi le acque minerali sono uno dei maggiori inserzionisti pubblicitari in Italia: per convincerci a comperare “l'acqua da bere” nel 2005 gli imbottigliatori hanno acquistato spazi pubblicitari per 379 milioni di euro. Perché tanto sforzo? L'acqua in bottiglia ha un concorrente formidabile, che è l'acqua degli acquedotti: buona (poche le eccezioni), controllata (più dell'acqua in bottiglia, come hanno dimostrato diverse inchieste), comoda (arriva in casa) e poco costosa.
Se le acque minerali non fossero sostenute da una pubblicità martellante, nessuno o pochi sentirebbero il bisogno di comperarle. Senza pensare di ridurre la libertà di produrre e vendere acqua minerale, non si potrebbe invece legittimamente pensare di limitarne l'invadenza pubblicitaria? C'è già almeno un caso in cui non si può fare pubblicità di prodotti pur buoni: in quasi tutto il mondo è vietato promuovere latte in polvere per la prima infanzia (e ad altri prodotti di questo genere) perché fa concorrenza all'allattamento al seno, che è riconosciuto come “un bene primario”.
Ma non c'è solo questo: in 14 regioni su 20 le aziende non pagano alcun canone per la quantità di acqua effettivamente prelevata e imbottigliata, ma solo un “canone di coltivazione”, in pratica l'affitto del terreno all'interno del quale si estrae l'acqua.
E a fare affari d'oro sulla dabbenaggine dei nostri consumi sono i soliti noti: Nestlé, ad esempio, che vende nel mondo 19 miliardi di litri d'acqua e anche in Italia è leader del mercato. In Trentino imbottiglia tra i 90 e i 110 milioni di litri d'acqua (“Pejo fonte alpina”) ma paga al Comune di Peio meno di 30 mila euro l'anno. Uno scandalo. Per difendere l'acqua degli acquedotti (buona, controllata, comoda e poco costosa) e garantirle un futuro forse è necessario limitare l'invadenza pubblicitaria delle acque minerali. Mettiamola fuori legge. La pubblicità, non l'acqua minerale. Voi che ne dite?
Se vi sembra un'ipotesi da approfondire e siete d'accordo con il nostro appello sostenetelo con il vostro nome. Trovate info e possibilità di sottoscrivere l'appello su: www.altreconomia.it/acqua/aderisci.php
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